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Vettel scaccia la crisi con una rimonta da brividi, Verstappen maturo, Mercedes umana: il borsino

  • Immagine del redattore: Federico Salvioli
    Federico Salvioli
  • 31 lug 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Domica abbiamo assistito a vere emozioni, ad un gran premio spettacolare, come non se ne vedevano da tempo. Una gara sensazionale, con cinque o sei pit stop, sorpassi, errori e acquazzoni. Ad Hockenheim è successo semplicemente di tutto, con i big che sbagliano tutti, ad eccezione di Vettel, che non sbaglia una virgola e con bravura e fortuna ottiene un insperato secondo posto dopo la partenza dall’ultima casella: un podio insperato che come ossigeno da vita e morale al quattro volte campione del mondo, abbattuto da due gran premi dopo la vittoria revocata in Canada per quella penalità assurda. Diciotto posizioni recuperate tra i numerosi boati del pubblico di casa, che danno energie a Seb in vista dei prossimi gran premi. La Ferrari aveva l’occasione di vincere, ma rovina tutto come sempre con due rotture al sabato, poi Seb nella pioggia è perfetto e porta a casa un ottimo risultato che salva la faccia ad una scuderia alla deriva come la Rossa. Il giovane Charles Leclerc dimostra ancora una volta il suo immenso talento, e insieme a Verstappen dominerà le corse dopo l’era Hamilton-Vettel, ma è giovane e commette, come è giusto che sia, i suoi errori di gioventù, e dopo Baku e Montecarlo arriva un altro errore pesante, perché senza quello poteva finalmente arrivare la prima vittoria per il monegasco e per la Ferrari nel 2019. Se quello che inaspettatamente se ne esce meglio da questa corsa e Vettel, rianimato dalla buona sorte e dalla sua capacità di massimizzare il risultato, di certo ha motivo di festeggiare la sua seconda vittoria in stagione l’olandese Max Verstappen, che nonostante una partenza orribile e un innocuo 360º senza danni per la sua vettura, vince sfruttando gli errori di Hamilton, Leclerc e Bottas. La Mercedes invece per una volta dimostra la sua umanità quando il gioco si fa duro, quando tutto non va sui binari da loro prestabiliti. Le frecce d’argento soffrono la lotta e si è già visto in passato, oggi con la pioggia gli errori di Hamilton e Bottas ci stanno, ma un undicesimo posto e un DNF dopo l’uno-due in partenza, era davvero impronosticabile. Lewis conserva comunque 41 punti in classifica su Bottas, che spreca malamente la chance di accorciare sostanziosamente sul britannico, 63 punti su Verstappen e 84 su Vettel. Un mondiale che pare chiuso con sigillo, ma è pur sempre ancora in discussione e altri errori della scuderia teutonica rischiano di rimettere tutto in discussione. Prossima tappa Ungheria, Budapest, questa domenica, un tracciato su cui ha lavorato molto la Ferrari, da sempre competitiva qui, per ridurre il gap con Mercedes e Red Bull nei tratti tortuosi. Da sottolineare in Germania il podio di Kvyat, e le prestazione superbe di Stroll, Albon e delle due Alfa Romeo, poi penalizzate ma comunque in grande spolvero sul ritmo specialmente sul bagnato.


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