La fisicità della Juve supera il talento del Napoli: i bianconeri vincono 3-1
- Federico Salvioli

- 30 set 2018
- Tempo di lettura: 2 min
È stato presentato come lo scontro al vertice, la sfida tra le due grandi del campionato italiano, e a parer mio giustamente quella tra Juventus e Napoli era considerata la partita scudetto. Ieri, all’Alianz Stadium di Torino, abbiamo visto un grande Napoli, capace di esprimere a tratti un bellissimo gioco e di mettere seriamente alle corde una grande squadra come la Juventus. I partenopei dominano per 20’, portandosi anche in vantaggio al 10’ con il goal da distanza ravvicinata due Dries Mertens. Ma dopo il vantaggio l’anno veemenza della squadra di Carlo Ancelotti viene meno. Arriva puntuale la reazione bianconera e i padroni di casa rimettono tutto in parità con il goal di Mario Mandzukic su un meraviglioso assist di Cristiano Ronaldo. Finisce il primo tempo, e forse chi deve averè più rimpianti è proprio il Napoli, ma la sfida è ancora in bilico. Comincia il secondo tempo, pronti via e la Juve passa subito in vantaggio con il tap-in di Mandzuk dopo il palo colpito da Ronaldo, migliore in campo a Torino. Il Napoli subisce il colpo psicologicamente non riesce ad avere una reazione adeguato: i partenopei rimangono in 10 dopo il doppio giallo a Mario Rui (ineccepibile). Ma è proprio in inferiorità numerica che il Napoli ha una reazione d’orogoglio, da grande gruppo, trovando con Callejon una nitida e colossale occasione da goal, fallita dallo spagnolo. La Juve intuisce il pericolo, riparte in spinta e trova il 3-1 con Bonucci sull’ennesimo assist di CR7. Juve a 21 punti con sette vittorie su sette, è già un prematuro tentativo di fuga. Il Napoli è già chianti a rincorrere, a -6. E che il campionato fosse già chiuso ancora prima della partenza?




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