La mente del campione vince la fragilità del talento: Djokovic è cinque volte campione a Wimbledon
- Federico Salvioli

- 16 lug 2019
- Tempo di lettura: 2 min
È ancora Novak Djokovic il campione a Wimbledon. Il serbo batte nella finale più lunga della storia dei Championships un eterno Roger Federer, che gioca la partita perfetta, capace a più riprese di scalfire il muro di gomma eretto dal tennista di Belgrado, ma non riesce a concretizzare i punti chiave del match: i due match point falliti sull’8-7 pesano come un macigno. Insomma, se non era ancora chiaro, Novak Djokovic è un campione, in tutto e per tutto, ed è proprio nella difficoltà, quando tutto sembra finito, che si esalta sfoderando i colpi più straordinari e non sbagliando davvero più nulla. Differente il discorso per Roger Federer, che è senza alcun dubbio il giocatore più talentuoso del circuito, ma non ha la tenuta mentale del serbo, non ha la grande qualità di essere glaciale neo punti chiave. È stato spesso un enorme problema per Federer, che dopo la semifinale dello US Open 2011 persa da Djokovic dopo aver avuto due match-point a favore, vede la storia ripetersi, sempre ai suoi danni. Non è un caso, perché dopo una partita perfetta, al momento di fare la storia lo svizzero ha tremato, un attimo, quanto basta perché Djokovic rientri prepotentemente in partita e da favorito. Uno sui match-point gioca ancora meglio, l’altro ha paura di sbagliare, gioca contratto o stecca. Una differenza enorme che ha impedito a Federer di vincere ancora di più di quello che ha fatto, e sopratutto ha impedito a Federer di vincere l’edizione di Wimbledon 2019. Un torneo che, vinto a quasi 38 anni, sarebbe stato il più importante di tutta la sua carriera, il coronamento di un fenomeno. Avrebbe zittito tutti coloro che sostengono che i 20 Slam di Federer siano semplicemente frutto dell’assenza nei primi anni di successi di Roger di Rafa Nadal e Novak Djokovic. Battendoli entrambi nello stesso Slam (sarebbe stata la prima volta), avrebbe messo a tacere ogni cosa, avrebbe scritto la pagina più bella di sempre della storia del tennis, e invece in fin dei conti questa gente forse aveva ragione: sotto 26-22 nelle sfide con Nole e sotto 24-16 nelle sfide con Nadal, forse Federer è meno forte di entrambi, più talentuoso ma meno forte. Intanto Nole è a 16 Slam, a -4 da Federer, e di questo ritmo potrebbe decisamente raggiungere e superare l’elvetico.




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